luglio 2010
LA COPERTINA
LA VENEZIA DI SGARBI
di ELEONORA VALLIN
«Sono un uomo molto robusto». Risponde così Vittorio Sgarbi alla sacrosanta domanda: «Ma ce la farà a gestire tutti i suoi impegni e ruoli?». Ebbene sì, lo Sgarbi insediatosi ufficialmente nelle sale dell’ex Palazzo Reale napoleonico, sopra le Procuratìe Nuove, il 16 giugno scorso, è il nuovo sovrintendente al Polo museale di Venezia. Un impegno che, conferma, lo farà stare in Laguna «almeno quattro giorni a settimana». Che, se escludiamo sabato e domenica, significa dal lunedì al giovedì. In pratica sempre. Eppure, questo nuovo incarico è una manna dal cielo che ha dato al critico d’arte (già “appaltato” da Venezia come commissario del padiglione dell’arte italiana alla Biennale Arti Visive del prossimo anno) una ventata di sano ottimismo. Un ottimismo contagioso.
EDITORIALE
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Una città in formalina
Alla Biennale d’Architettura del 2008 il gruppo Diller Scofidio +Renfro allestì alle corderie dell’Arsenale un’installazione chiamata Chain City: su uno schermo veniva proiettata la scena apparentemente inoffensiva di un giro in gondola a Venezia.
Ma a uno sguardo più attento era possibile scorgere, nel flusso del montaggio, delle lievi discrepanze, degli strani cambi scena, delle interferenze nell’immagine, che rivelavano in realtà come la sequenza fosse composta da un parchwork di visioni lagunari spurie, un miscuglio Venezie: quella originale, insieme a quella di Las Vegas, di Tokyo, di Nagoya, di Macao e Doha.
IMPRESA E TERRITORIO
In scena la GENERAZIONE «X»
di GIAMBATTISTA MARCHETTO
Li hanno definiti Generazione X o 00, perché nella eterogeneità dei linguaggi quello che li avvicina è soprattutto l'anagrafe. Eppure quello che accomuna compagnie come Muta Imago e Santasangre, Teatro Sotterraneo e Teatropersona, Codice Ivan e Marta Cuscunà, Anagoor e Babilonia Teatro non è tanto la giovane età, ma soprattutto il fatto di esser guardati come un fenomeno.
È un fenomeno italiano e, in particolare, nordestino quello del giovane teatro di ricerca. E quasi stupisce rilevare come, a partire dallo scollinamento nel terzo millennio, l'attenzione (crescente) del pubblico e della critica si sia concentrata su questi gruppi che spaziano tra il teatro di parola e di figura, il pulp e le visioni eteree, il teatro-danza e l'indagine sulle sonorità, astrazione ed esagerazione materica, grida e silenzio.
MUTATIS MUTANDIS
di CESARE DE MICHELIS
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I tagli alla cultura? Riformiamola piuttosto
Se le riforme non intaccassero privilegi consolidati tali non sarebbero perché resisterebbe lo status quo; che poi la pagliuzza nell’occhio altrui susciti più gran scandalo della trave nel nostro si sa da gran tempo.
Così il riequilibrio del bilancio dello Stato ogni volta è il risultato contabile di tagli percentuali il più possibile indolori e ha sì l’effetto di ridurre sprechi che altrimenti sarebbero rimasti tali, ma anche di non intaccare il sistema, che resta com’è, mentre i conti, se migliorano nel preventivo, spesso ripropongono nel consuntivo le antiche magagne.
IMPRESA E TERRITORIO
MEGA EVENTO o RETE
di ALICE D'ESTE
Questa volta è proprio il caso di dirlo: comincia l’estate e dai vertici al cuore del triangolo nordestino gli appuntamenti pullulano. Incontri letterari, concerti, ma anche feste e fiere più piccole nate in comuni e località troppo lontane dal cuore della movida per ospitare i grandi eventi ma che, facendo sistema contro la crisi hanno dato voce alle alternative possibili.
La partenza è stata fissata per sabato 3 luglio ma il ritorno di «Libri e autori a Grado» durerà circa un mese. L’idea è quella degli scorsi anni: incontri sul limitare del mare per discutere di letteratura e contemporaneità. Otto gli appuntamenti in programma, da Pupi Avati il 24 luglio alla Diga Nazzario Sauro agli incontri in spiaggia con Walter Veltroni (15 luglio), Giuliana Lo Iodice (29 luglio ) ed Enrica Bonaccorti (30 luglio). E dopo il successo di pubblico dell’anno scorso, l’idea di «Libri in spiaggia» torna per il secondo anno anche al Lido di Venezia con incontri con autori, scrittori e artisti che si svolgeranno fino al 9 settembre tutti i giovedì sulla spiaggia del Des Bains, vicino all'omonimo Hotel, negli spazi della “Pagoda”.
LA POCHETTE A RIGHE E POIS
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di CRISTIANO SEGANFREDDO
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Post crisi, si riparte dalla CULTURA
Qualche giorno fa ho partecipato a un convegno con la cittadinanza di Valdagno, in provincia di Vicenza. Una grande tensostruttura, nel mezzo del parco di Villa La Favorita, ospitava 300 persone, in attesa di sentire il futuro di un pezzetto della loro città.
Valdagno è nota per essere stata la sede dell’epopea industriale Marzotto e per quel lascito straordinario al presente che è stata la città sociale o città dell’armonia. Il tentativo riuscito, tra le due guerre, di Gaetano Marzotto di costruire una città a dimensione d’uomo, dove la fabbrica si integrasse con la vita e con la cultura, la famiglia con le attività sociali e ricreative. Un modello visionario, dimenticato, che si era dotato di asili, scuole materne e case di riposo. Ma anche di un teatro, il Rivoli, da 2mila persone con la facciata di Santomaso.
LA CITTA' E LA CULTURA/9
Udine, città bifronte
di FIORELLA GIRARDO
Non di solo Tiepolo vive Udine. Così almeno appare da una rapida panoramica che non ha l’ambizione di essere esaustiva, ma di lanciare alcune riflessioni. Infatti, mentre l’amministrazione comunale punta sul binomio Udine - Città del Tiepolo, con mostre e convegni per attirare il turismo straniero e nostrano che popola le spiagge vicine, la società civile alimenta manifestazioni ed eventi incentrati sulla contemporaneità.
Una tensione contrapposta che l’assessore comunale alla cultura Luigi Reitani ha cercato di comporre mettendo a confronto - in un convegno nel gennaio scorso - tutti gli attori del territorio per coniugare una strategia comune. Compito non facile anche perché la città sta vivendo un momento di transizione urbanistica e sociale. Dopo essere stata per molti anni un centro militare, con la fine dell’obbligo della leva Udine ha cambiato pelle diventando un polo di servizi (nella foto l'installazione udinese con le tute da lavoro).
SPECIALE EVENTI
Dialoghi sul peso del vivere
di ELEONORA VALLIN
Ha ragione Alfredo Bianchini: «Il contemporaneo è un’arte elitaria. Per questo è molto più semplice attrarre pubblico con mostre sui classici come Tiepolo o, meglio, gli Impressionisti». Per il contemporaneo «serve aver studiato, e bisogna anche averci fatto l’abitudine, perché non risponde direttamente e in modo immediato a certe esigenze». Eppure, il presidente della Fondazione Vedova, che ha sede proprio a Venezia, lì alle Zattere dove lo scultore veneziano Emilio Vedova con la moglie Annabianca amava abitare e lavorare, sa di avere di fronte una grande sfida: quella della «selezione» prima di tutto, ma anche quella di fare «produzione culturale» e riuscire a dare a Venezia «due gioielli espositivi e tecnologici in grado di ospitare l’originalità assoluta, portandola poi in giro per il mondo».
SPECIALE EVENTI
Nel paese degli angeli
di LISA PERATONER
Alle spalle Tolmezzo, di fronte gli scoscesi pendii delle Prealpi carniche, nella conca un borgo di 350 anime, un gruppetto di case abbracciate l'una all'altra e strettissime vie che a mala pena ci transita una macchina. Illegio, d'altronde, non è un luogo di passaggio e non ci si arriva per caso: i cinque chilometri che la separano dal capoluogo della Carnia snodandosi tra curve e tornanti portano qui e qui si fermano.
Eppure è proprio in questo villaggio alla fine del mondo, piccolo gioiello immerso nella natura ancora incontaminata, che da sette anni si tiene una delle mostre d’arte sacra di maggior prestigio a livello europeo, un evento capace di attirare ogni anno circa 25mila visitatori provenienti da tutta Italia e anche dall'estero.







