Febbraio 2010
LA COPERTINA
Speciale
Con la crisi la cultura
diventa BENE RIFUGIO
di FIORELLA GIRARDO
La sorpresa è stata generale, anche tra gli addetti ai lavori. Nell’anno della crisi conclamata il consumo di cultura in Italia non solo ha tenuto, ma ne è uscito rafforzato. Il 2009 ha visto crescere innanzitutto gli eventi teatrali (+3,9%) e i concerti (+3%), parzialmente le mostre (+1%), con una flessione dei musei statali (-2,8%). Non sono numeri da stravolgimento delle abitudini, tuttavia sorprende constatare l’aumento della spesa per manifestazioni culturali in un momento di ristrettezze economiche.
Spulciando i dati, resi noti da Federculture nel dicembre scorso, si scopre ancora una volta che le «Italie» sono tante e che il Nordest gioca una partita propria. Così il Trentino è la provincia dove si respira più cultura e la regione altoatesina quella che spende di più destinando al comparto ben 159 milioni di euro. Al quarto posto si classifica il Friuli Venezia Giulia con 107. Sono solo 49 i milioni che la Regione Veneto investe nella cultura di casa propria: poco di più della Basilicata (44) e al di sotto della Campania (56).
L'INTERVISTA
Speciale
«Non basta fare spettacolo»
«Non sono affatto d’accordo che il 2009 sia stato un anno positivo per la cultura in Italia. Se alla cultura è riservato lo 0,2% del Pil, come si fa a dire che le cose sono andate bene?» Non usa mezzi termini Maurizio Cecconi, ad di Villaggio Globale International, società con sede a Mogliano Veneto (Tv) da vent’anni promotore di mostre ed eventi sul territorio nazionale.
Ma i numeri parlano chiaro. «Intanto bisogna distinguere tra spettacolo e beni culturali. E nel secondo caso non tutte le mostre sono uguali: ce ne sono di puramente spettacolari senza alcun elemento di scientificità e uno dei grandi temi è l’assoluta difficoltà di esprimere giudizi di merito. Se parliamo di visitatori ci riferiamo a quelli dichiarati dagli organizzatori o ai biglietti registrati dalla Siae? La storia dei reali visitatori è una barzelletta che gira tra gli operatori del settore». (F.G)
EDITORIALE
Speciale
di CRISTIANO SEGRANFREDDO
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Fare meglio con meno,
con visione e freschezza
Il regalo natalizio che quest'anno mi sono permesso di fare agli amici era un cartoncino bianco A4, piegato a metà, che aperto consegnava all'ignaro destinatario una forbice, in «carne ed ossa». La forbice, che variava casualmente nel colore del manico, era parte di un tris che ho comprato in grande quantità all'Ikea di Padova per 1,99 euro. All'ingombrante attrezzo si aggiungeva il mio personale augurio in Helvetica Bold, carattere 14, con le istruzioni per l'uso. «Per i tagli del 2010. Auguri». Mi giungono ancora messaggi di risposta divertiti dai ritardatari del rientro del 2010. A questi ne ho collezionati alcuni stizziti e allarmati. La cosa mica tutti l'hanno presa bene. Mica la forbice, forse il barbiere. In effetti la busta cadeva perfetta con la raccolta firme lanciata da Franco Miracco per arginare i tagli, seri, che la Regione del Veneto stava portando al bilancio della cultura 2010. Difficile vedere in pochi giorni una tal somma di intelligenze, che mi ha fatto pensare che una volta tanto quel mondo, quello della cultura, sia unito. A tutti i livelli, dalle Università alle Fondazioni culturali, dalle associazioni ai professionisti, fino anche agli imprenditori.
SPECIALE EVENTI
Speciale
Nel silenzio carsico di Zoran Music
di ELEONORA VALLIN
Una mostra non mostra. Un catalogo non catalogo. Una pittura non pittura.
Estreme figure, fino al 7 marzo all’Istituto veneto di Scienze lettere ed arti di Venezia, è un «itinerario di spoliazione verso il raggiungimento dell’essenza». Con uno strumento di lettura inconsueto: una raccolta di immagini e testi scarni ma densi, a commento degli ultimi trent’anni dell’opera di un uomo-poeta, «immerso nel suo tempo», che porta il nome di Zoran Music.
«Io l’ho conosciuto che era già molto anziano agli inizi degli anni Novanta – racconta la curatrice, Giovanna Dal Bon – un uomo silenziosissimo, carsico, con le mani accoglienti, enormi. Una figura imponente, alta, un condensato di non siti».
Apolide, migrante, profugo. Zoran Music è un uomo del Novecento. Attraverso lui si ripercorre la storia di un intero secolo. «Viandante mitteleuropeo», Zoran è nato a Gorizia nel 1909 ....
SPECIALE EVENTI
Speciale
Tre avanguardie in libertà
Allora, cento anni fa, furono vere e proprie “picconate”: no ai musei, no alle biblioteche, no alla cravatta, no al nodo scorsoio «da impiccato». Sì alla tuta, sì alle giacche asimmetriche, sì alla velocità, alla guerra, alla tecnologia. Rivivere oggi quei divieti, leggere i «Manifesti» della nuova cultura che si voleva diventasse “quotidianità”, regala un certo qual sbigottimento per l’ardire, ma anche una sana ammirazione nei confronti di un’ondata impetuosa che voleva sconvolgere, anche socialmente, l’ordine delle cose. Dal cibo alla politica internazionale.
E’ una mostra complessa quella che Gorizia dedica ai «Futurismi di frontiera». Il contenitore, che è un progetto promosso da Provincia, Comune e Fondazione Cassa di Risparmio con il contributo della Regione, è una matriosca che racchiude tre esposizioni da seguire e assaporare in un climax ascendente, e dal generale al particolare. (E.V.)
LA CITTA' E LA CULTURA/4
Speciale
A Padova è ora di sponsor
di ALICE D'ESTE
«Padovani gran signori», dice il proverb
io popolare. Ma se si valutano le cose dal punto di vista degli investimenti culturali, per Padova nel 2010 si annunciano invece grosse difficoltà in arrivo. «Ci sarà un taglio almeno del 20% su tutte le voci della spesa culturale - spiega Andrea Colasio, assessore alle Politiche culturali del Comune di Padova -. I finanziamenti ammontano annualmente a circa quattro milioni di euro, di cui due sono rivolti alle manifestazioni e il resto alla sponsorizzazione delle iniziative. Visti i tagli importanti credo che la vera risposta dovrà arrivare dall’imprenditoria padovana, da sempre attenta e lungimirante. Per quest’anno ci apriremo infatti non solo alle sponsorizzazioni delle grandi Fondazioni ma anche a quelle minori di mille-duemila euro della piccola imprenditoria. Presto avrò un colloquio con Jacopo Silva, presidente dei giovani imprenditori di Confindustria Padova per discutere anche di questo aspetto».




